domenica, 10 febbraio 2008| 17:23 |


Finalmente, dopo taaanto tempo, dopo innumerevoli tentativi andati in fumo. L'avevo già promesso in giro, che prima o poi l'avrei postato. E finalmente è arrivato (non vi dico il travaglio quando il programmino mi stimava un file di 200 Mb. Questo ne pesa "solo" 26 per fortuna).

Sono orgoglioso di presentarvi una esclusiva Att-Ila&Gabbro Production: il diario di viaggio dell'estate 2007!

Eccolo qui! ---> giggles.altervista. CACCA org/_altervista_ht/Microsoft%20Word%20-%20diario%202007.pdf

(copiatelo nella barra degli indirizzi e togliete la CACCA)

«Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passò Att-Ila
di Settentrion il mare, e in Scandinavia nocque tanto...
»

Godetevi queste 43 paginette di litigi, pucciosità, cucina nordica, gamberetti, disegni, poker, foto, satanismo, concerti mancati e amenità varie! Have fun!


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giovedì, 31 gennaio 2008| 11:34 |


Le sue mani piccole e graziose hanno il potere di sistemare ogni cosa.
C'è una grazia in loro, tanto più grande quanto più mi sembrano piccole. C'è grazia quando attaccano lembi di scotch disordinati sui bordi di un poster alla parete (Vinicio Capossela, per intenderci), e quello sta su come se si fosse dimenticato la gravità. Se tendono fili sopra la sua testa da lato a lato della stanza, quelli ne diventano subito parte. Confezionano regali con fogli di Vanity Fair; e se coi polpastrelli sfiorano una pagina di diario ancora fresca, si compiacciono sentendo i solchi lasciati dalla penna. Battono con forza i tasti del pc come cercando di ottenere gli stessi solchi anche sulle lettere virtuali che compaiono sullo schermo. Mi accaldano il viso con la loro morbidezza, cercano il brivido passando tra i capelli. Sono piccole da scaldare d'inverno avvolgendole tutte nelle mie, e c'è grazia quando si intrecciano per accarezzarsi con gli indici.
Incredibilmente, grazie a quelle mani tutto regge.


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venerdì, 18 gennaio 2008| 01:29 |


Ascolto Giorgio Canali nelle cuffie, a volume altissimo e doloroso, voglio sentirmi come davanti all'amplificatore monolitico da concerto, voglio sentirmi sparare nelle orecchie decibel come proiettili incandescenti, il suono che rimbomba nel cranio, voglio che le schegge delle bacchette spezzate mi sfiorino gli occhi, voglio dimenarmi come un pazzo tenendo il tempo con la testa anche quando diventa velocissimo, voglio sudare cattiveria, sudare come quando si scopa per ore, sentirmi la goccia sulla tempia conquistare terreno, voglio che il tempo rallenti come nei film quando mi guardano sfondare la barriera del suono che mi investe, voglio sentire le braccia stanche e tremanti, sfiancate dall'imitare il batterista con bacchette immaginarie, voglio urlare e sentire la gola bruciare, voglio ubriacarmi fino a non reggermi in piedi, sedermi dove capita e fare una pausa prima di deglutire un altro sorso per non vomitare tutto quanto, voglio sperare di trovare l'lsd, voglio bere ancora, voglio inspirare forte e sentire odore pungente di fumo e fumogeni che faccia lacrimare, voglio guardare film devastanti fino alla mattina combattendo il sonno e addormentarmi sognandoli, voglio parlare con chi non conosco, voglio uscire all'aperto e sentire la faccia tagliata dal freddo, voglio mettere i piedi nella neve e sentire il ghiaccio penetrarmi lungo la schiena, su su fino al cervello, voglio che mi inseguano, che mi bracchino finchè il cuore non mi fa male dal troppo pompare, voglio scavalcare i cancelli dell'ex macello comunale, voglio pisciare nei vicoli e poi scappare, voglio rubare, voglio avere la pelle d'oca, voglio correre con la pioggia che mi scroscia addosso, voglio farvi sentire insicuri.

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domenica, 30 dicembre 2007| 01:17 |


29 dicembre.

Non pretenderò di riuscire a scriverne. Semplicemente, non si può.
Sono solo immagini, sinestesie, ricordi, sensazioni, ricordi di sensazioni. Direbbe di più la mia pelle che le mie parole.

So solo che mi sento tremendamente bene se ci penso.


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martedì, 25 dicembre 2007| 16:30 |


È stato un natale un po’ differente. Per fare contenta mia madre siamo andati a fare il pranzo di natale da mia nonna. In ospizio. Non ridete -.-

Mia nonna è cambiata. Ha i capelli bianchi, non glieli tinge più nessuno. È magra, scheletrita: si sta consumando. I suoi occhi hanno un guizzo quando ci vede. Sarà un anno che non la incontravo. Subito dopo si spengono di nuovo, tornano a contemplare il suo Iperuranio personale. Mi avrà riconosciuto?
Si lascia imbacuccare per uscire, non dice niente quando la sollevano di peso per infilarle le maniche del cappotto. Anche a pranzo conserva il suo sguardo fisso sul vuoto.
È come se la realtà si limitasse a scorrerle attorno senza mai investirla in pieno, come una roccia nell’acqua del torrente: e come quella a poco a poco la erode.
Mi viene in mente un racconto di Borges, “Biografía de Tadeo Isidoro Cruz (1829-1874)”, de L’Aleph. Vorrei farvelo leggere. Ad alcuni fortunati è concesso di rivivere la propria esistenza riplasmandola come piace loro, nel delirio delle febbri o nell’Iperuranio in cui si trovano immersi, coi loro occhi assenti.
Le sue palpebre socchiuse dal loro stesso peso la fanno sembrare perennemente assonnata, e forse è così, però mi suggeriscono anche una strana connessione: che il mondo onirico sia il primo passo da fare per conquistarsi il mondo delle idee. Lo sospetto sempre quando passo le mie mattine in dormiveglia, nella mia stanzina al collegio, in bilico tra il sogno e la realtà: la leggerezza dei pensieri, il loro modo di compenetrarsi, la loro libertà, non me le so spiegare in altro modo. Afferro cose che da sveglio si vanificano, non possono esistere nella realtà imperfetta. Alle volte non vorrei smettere di sognare.

Portiamo mia nonna nella sua camera, è stanca e deve dormire. Le infermiere chiudono la porta mentre la preparano per il letto, noi ci guardiamo intorno per non occupare quegli istanti con pensieri, ma solo con immagini. Ci vorrebbe una tivù.
La porta si riapre e in processione entriamo a salutarla prima di andar via. Le danno tutti un bacio sulla guancia, anche io. Io non bacio mai i parenti, è insulso; questa volta ho fatto un’eccezione. Sento il teschio sotto la pelle. Le sussurro “ciao nonna”. Mi risponde: “Ciao”.

Ciao. Ciao. Per chi era quel ciao? Per suo marito che si imbarcava per la guerra? Per mia madre bambina che andava a comprare il latte? O per mio zio adolescente, che usciva la sera a suonare i Beatles col suo gruppo?

Si addormenta in penombra mentre usciamo dalla sua stanza. Torna nel suo mondo di sogni dove ora si trova bene, dove può rivedere tutti senza i grossi vincoli della realtà. Vivi e morti.

Mi sento spossato.



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domenica, 29 luglio 2007| 01:51 |


La Spedizione.

Domani, forse, o dopodomani, chissà, partirò. Lascerò l'afosa piana padana assieme ad Ila per intraprendere la nostra personale (mica tanto, ma vabbè, sono eternamente grato per l'occasione) S.N.A.M.Q., Spedizione Non Artica Ma Quasi. Approderemo infatti nella mitologica Norvegia di Burzum (del Conte Burzum, pardon), dove tutto costa il doppio (una birra al pub 9 €, mi ha sconvolto più di tutto: non toccatemi la birra), le renne non si vogliono togliere dalla strada e i negozi chiudono alle 17 nonostante il sole si stagli alto nell'aere fino alle 23. Ok, questa era la versione pessimistica. In realtà dicono che sia molto bella naturalisticamente (c'è un fiordo dove ogni giorno alle 21 le maree danno origine a un vortice: che sia il Maelstrom di Poe? non ho capito), il salmone affumicato te lo tirano letteralmente dietro (u_u) e i mirtilli crescono ovunque, come la nostra muffa, noi la muffa loro i mirtilli. (non mi viene in mente altro di positivo).
In realtà la SNAMQ riguarderà anche l'IKEA (Svezia, ndr) e la Finlandia, poi tutto quello che bisognerà attraversare in mezzo, tipo Berlino cosecosì.

Detto ciò, il viaggio penso durerà un tre settimane, per cui non riuscirò a tenermi in contatto, non potendo mandare neanche messaggi da lì, causa incompatibilità di gestori etc etc, cose cui non voglio neanche pensare. Un fish&chips al fast food 15 €, e ho detto tutto.
Saluto quindi tutti per un po', sperando di tornare con cose nuove da postare e tante cose da raccontare (così potrò chiedere di ricambiare). Diverse persone mi mancheranno, ma temo di divenire smielato così il tutto termina qui. A chi devo salutare Burzum?


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giovedì, 19 luglio 2007| 14:21 |


Sto mangiando pastasciutta fredda dura e insapore davanti al computer. A volte lo faccio, è il mio pranzo. D'estate sono in grado di trascurarmi molto di più, che credete, fra una settimana i miei se ne vanno in vacanza e io resterò solo in balia della spazzatura, in stile college.
Sono ancora rintronato, stanotte ho in realtà dormito tre ore e poi non sono più riuscito a dormire fino alle 7 - 8, finchè il random dell iPod mi ha proposto "Insonnia" dei Virginiana Miller, con quel ticchettio e "
quella lancetta perfetta amputa un altro minuto".
Avrei tanto lavoro, tante idee per la testa, ma finisco sempre per buttare via il tempo in qualche modo, come stare davanti al pc a scrivere questo post, e la cosa mi frustra. Questa estate si sta rivelando anche più breve dell'inverno passato temo, e sono sinceramente stufo di sentirmi privato del tempo che mi spetta. Non bastasse questo, sembra che tutto cerchi di trasmettermi l'ansia del futuro che dovrebbe - secondo alcuni - accompagnare il passaggio all'università, sentirsi sperduti, in panne. Non ne avevo alcuna intenzione, ma non so per quanto riuscirò a resistere al noioso assedio. Potrei semplicemente fregarmene, ma questo non risolverebbe la mia frustrazione. E neanche questo post lo può fare, così termina qui.

È rimasto un laconico fusillo di pasta nel piatto. Resterà lì, non voglio dargli la soddisfazione di finirla.


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lunedì, 21 maggio 2007| 21:07 |


Gott mit uns.

La notte sogno di scontrarmi con Natzinger. Siamo su una piattaforma sospesa sul vuoto. Lui ha un cilindretto in mano, fa un movimento rapido e questo si accende. Ma non è un miracolo, è una spada laser. Veloce afferro anche io la mia e paro appena in tempo il suo colpo. Una forza mi annebbia la mente, respingo i suoi affondi sempre più debolmente, non riesco a contrattaccare. Ad un certo punto ho un crampo, il braccio mi si immobilizza e, swam: non c'è più. Mi spinge a terra con un calcio, ansima dalla fatica, o dalla gioia. A quel punto, vedo le sue labbra muoversi, e la voce che ne esce mi dice: "Marco... sono io.... tuo...".

In quel momento mi sveglio di scatto. Ho bagnato il letto. Di nuovo.


La chiesa ha dichiarato, per bocca della CEE, che i suoi nuovi grandi nemici sono: la fecondazione assistita, l'aborto e l'omosessualità. Dimenticano Magneto, lui si che è pericoloso. Buh!

Ironia a parte, i gerarchi cattolici continuano a sostenere l'importanza della famiglia basata sull'amore, ma gli omosessuali no, non la possono fare. Non c'è traccia di amore nei loro corpi, ha dichiarato Ruini dopo attenta analisi di alcuni cadaveri pervenutigli in maniera anonima e spontanea, come ha tenuto a precisare.

Ruini non sa un cazzo di cos'è l'amore. A me l'ha insegnato Moccia che cos'è l'amore: è quella cosa che ti permette di decuplicare le vendite di un libro mediocre.

Natzinger: "Dio è amore"
l'Arcigay: "Dio è proprio un amore."
-------------------------------------------------------------

Ho fatto una vignetta sul tema:   http://www.deviantart.com/deviation/55823640/

"[immagine di Natzinger con il cinturone delle SS con su scritto «Gott mit uns»]
Roma capitale spirituale della moda: NATZINGER TESTIMONIAL DELLA NUOVA COLLEZIONE DI CINTURE PRIMAVERA-ESTATE

Il Papa dopo la sfilata ha dichiarato: "Questa linea mi fa sentire di nuovo come quand'ero giovane." (traduzione da lingua sconosciuta ai più)

Per l'occasione 12 tombe del cimitero ebraico di Roma sono state insozzate da dei naziskin volenterosi."

Con questa vignetta* volevo ricordare che Natzinger ha effettivamente militato nella "Gioventù Hitleriana"; afferma tuttavia di non avere mai sparato un colpo in tutta la guerra. Il motivo? Gli si era inceppata la mauser.

*[Il bersaglio dell'ironia è molteplice: oltre che Natzinger, l'obiettivo sono anche quegli orrendi cinturoni, spesso glitterati, che vanno tanto di moda adesso.]


Contro l'ingiustificato strapotere della chiesa in questo paese, bisogna mantenere viva la contestazione.



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giovedì, 29 marzo 2007| 23:17 |


Ho appena finito di leggere S. di Gipi. È necessario che io ampli a dismisura la mia cultura fumettistica, sia per non trovarmi impreparato sia per non fare figure di merda (aspetto da valutare).
Mi ha lasciato addosso una sensazione strana, di... demolizione. Anzi, di revisione. Nel senso automobilistico del termine, cioè che tutto in quel fumetto è smontato e poi rimontato, smontato e rimontato. Mi sento come se fossi stato preso in mezzo. Ingranaggi che cigolano e macinano corrente.
La sensazione strana è data anche dal fatto che sono entrato in casa senza vedere nessuno. Ho intravisto mia madre andare a dormire, ma gli altri abitanti di qui non li ho ancora visti, e la cosa non mi cruccia particolarmente. Sto già immaginando che siano passati i tedeschi a rastrellare e li abbiano messi su un camion, e io cerco materiale per la mia radio per intercettare qualche notizia sul fronte. Si, perchè casualmente sto anche costruendo una radio con quello che avevo in astuccio, come per immergermi meglio nell'atmosfera opaca della guerra. Se funziona ve lo faccio sapere e vi faccio uno schemino (avrete anche voi ore noiose, no?).
Ho riletto Carnera di Toffolo poi, è dannatamente bello quel fumetto, e i suoi toni seppia. Anche quello mi fa sentire strano, ma in un certo modo mi galvanizza, è una piccola macchina del tempo formato libro che mi spedisce negli anni '30. Mi è venuto in mente un soggetto per un fumetto, ma io sto lavorando già a Viola, e mi sa che mi devo sbrigare qua. Magari butto giù uno schizzo di traccia sulla moleskine, ma siamo alle solite, troppe idee rispetto a quello che posso realizzare. Non è che avete soluzioni a questo mio problema? Esclusa dianetics.
Tutto questo pensare mi stanca, sarà che ho alle spalle una giornata di shopping selvaggio (e con selvaggio, intendo veramente selvaggio). Ma quanto le sta bene il viola addosso, non saprei nemmeno spiegarlo.


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mercoledì, 28 febbraio 2007| 01:01 |


Più di un mese che non posto, come mi fanno notare.
E che cosa dovrei dire in un post? che quando so cosa scrivere non sono al pc, e se ci sono mi distraggo a scaricare cazzate immani come il plugin di Firefox che mi scuote il browser ogni volta che da qualche parte del mondo si verifica un terremoto (non ci credo neanche io, si) ?  che a mio padre, che di mestiere fa il cassiere, in banca hanno dato una t-shirt con su scritto "Io lavoro in Unicredit" e che domani la deve obbligatoriamente indossare a lavoro, come fanno gli addetti Mc'Donald
(neanche a questo vorrei credere) ?  che sto lavorando ad un romanzo a fumetti che ha come protagonista una ragazza di nome Viola e la cui realizzazione dello storyboard occupa felicemente le mie ore di storia e filosofia ?  che ogni cosa anche banale sembra sedimentare e trovare un posto nella mia idea del fumetto ?  che non trovo un posto in camera abbastanza grande per attaccarci per intero il manifesto del meraviglioso concerto dei TARM a Venezia (martedì grasso), in cui ho conosciuto anche Toffolo e Molteni (quello col sorriso dei due -.-) ?  che sto lavorando a tempo pieno per ampliare la mia Cultura Musicale Italiana Alternativa, ristrutturando completamente la libreria dell'iPod e scari*coff, coff* a manetta ?  che non faccio in tempo a mettere su carta tutte le idee che mi vengono in testa e alcune inevitabilmente mi sfuggono, ossia che ancora una volta, mio malgrado, il mio cervello corre più velocemente delle mie mani e della mia lingua (quanto vorrei essere sincronizzato a volte) ?  che Agnelli ha collaborato con i Tiromancino in "Esplode" anche se l'avrei detto impossibile ?  che ho voglia di cucinare per la mia donnina solo per vedere gli occhi-lucidi-da-avvistamento-pasta-al-salmone ?  che mi cominciano ad ossessionare gli occhi, al punto che mi sciolgo a vedere i suoi seguirmi sporgendo appena oltre la cima di una libreria feltrinelli ?  che sono squattrinato e non faccio che vedere cose che vorrei comprare (fumetti ù_ù), e che di conseguenza penso ad un modo di fare su soldi in fretta e cerco di scacciare l'insistente voce che urla "Rapina!" nella mia testa ?  che vorrei una penna ad inchiostro di china da portare sempre con me per disegnare davvero tutto ?  che forse, ora che non insisto più da almeno un anno, i miei vogliono prendere un cane (di razza pergiunta) e che ciò tende a farmi sentire invisibile ?   che ultimamente non leggo i libri continuativamente, ma  uno diverso ogni sera, alternandoli, un po' come dipingeva Monet ?  che è da un po' che non prendo una bella sbronza ?  che dormo poco che il caffè non mi basta ?  che le cuffie del mio iPod mi stanno lasciando ?  che forse è periodo in cui mi ricordo i sogni che faccio la notte ?  che imparerei a comporre musica solo per comprare la moleskine con i pentagrammi, tanto è bellina ?  che i miei interessi tendono a diversificarsi tanto che, per quello che vorrei fare dovrebbero portare le giornate a 36 h ?  che il letto di camera mia lo vorrei intriso di un calore che non è solo mio ?
Ecco fatto.


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chi è Giggles, alias Gabbro


19 anni, boccoli e ricci, un po' di barba, 1,80 praticamente :-P Disegna, ci prova con testardaggine; ama alla follia i Peanuts, e anche Calvin&Hobbes prende piede. Se potesse vivrebbe in uno di questi due, in inverno preferibilmente. A proposito, ama l'inverno come periodo migliore dell'anno; ama la notte come periodo migliore del giorno; ama le vacanze come periodo migliore della scuola. Orecchie che non sanno mentire -.- Gna. Buffo "problemino", ma il prozac fa miracoli -__-" Le sue fantasie prendono spesso il sopravvento, e si lascia guidare; supremo & divino admin; non ha mai avuto mal di testa in vita sua; crede nel Grande Cocomero; se morirà, sarà l'alcool o il suo stile di vita ad ucciderlo, certamente prima di diventare vecchio: non invecchierà mai; ateo integralista; feticista dei capelli; Principe Sarcastico; non è immaginario; amante del rumore bianco; studente di matematica alla Galileiana;

dicono di lui

"un omino favoloso e uno sposo desiderabilissimo, un marito fedele, un padre [di Diva & Stella] affettuoso." - Ilaria
(no, non è un annuncio di una agenzia matrimoniale :D)

io amo <3

Peanuts, un certo paio di occhi che guardano di lato, i toast, i pigiami, la pop art, la vinavil, Calvin & Hobbes, la mia moleskine, Ilaria la Principessa Acida, le maglie a maniche corte sopra a quelle a maniche lunghe, quell'odore, gli odori in generale, il ciobar, i post-it, le matite HB, Chen Chen, i nuggets e la coca cola del McDonald, la birra, la pioggia, il mio iPod nano, i gatti, la lavagna che tengo in camera *___* , il sushi, i panini giganti, il cimitero di Venezia, Diva & Stella, i fumetti di Toffolo, i viaggi, il mio black-notes, i taccuini in genere, il crepitio radio, etc.

io ODIO

la coca cola senza caffeina, la coca cola sgasata, le zanzare, i cieli vacui, la sfesa, le meduse, le mense scolastiche, la zuppa, il francese, l'hip hop, la techno, i cattolici osservanti, i terzi incomodi, splinder in manutenzione, trovare il bagno occupato, i compleanni, la filosofia-aria-fritta, il politically correct, la Chiarastella, i borghesi, i critici montati, i chihuahua, la feccia enaip, Ramazzotti e la sua voce lagnosa, Vasco Rossi, Gigi d'Alessio, i ciclisti, quel cazzo di clown deriso dalla folla, il roito, la burocrazia, l'ARCI, etc.

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